La costruzione degli acquedotti fu una delle imprese più grandi e impegnative della civiltà romana, forse la più alta manifestazione della grandezza di Roma.
Dal 312 a.C. in poi affluì a Roma una quantità enorme di acqua potabile, come nessun altra città del mondo antico ebbe mai e che valse alla città il titolo di “regim aquarum”.
Gli acquedotti romani furono costruzioni molto sofisticate, il cui livello qualitativo e tecnologico non ebbe uguali per oltre 1000 anni dopo la caduta dell’Impero Romano.
Lontano dalla città, generalmente, l’acqua scorreva in canali sotterranei, chiamati specus.
Se l’acqua, a causa della morfologia del territorio, doveva scorrere in superficie si costruivano dei muri sui quali essa viaggiava per regolarne la pendenza.
A volte i muri non bastavano e i Romani utilizzarono un elemento architettonico: l’arco.
Le arcate servivano a regolamentare la pendenza e a superare ostacoli del terreno.
La maggior parte degli acquedotti “entrava” a Roma con le arcate. Nel punto dove i viadotti incrociavano strade importanti venivano spesso innalzati degli archi con decorazioni speciali che celebravano il committente della costruzione dell’acquedotto.
Quello che vedete è l’acquedotto costruito nel 1587 sotto papa Sisto V, che sfruttò le strutture antico-romane ancora in parte esistenti, letteralmente riciclate per la costruzione del suo progetto, “l’Acqua Felice”. Dal punto dove l’Acqua Felice si stacca dalla cinta muraria, di questo acquedotto restano oggi solo i primi cento metri all’incirca.
Per fortuna il segmento superstite comprende lo “speciale” arco a doppia facciata che Sisto V fece innalzare sul luogo dove l’Acqua Felice incrociava la via Tiburtina, la principale arteria che giungeva a Roma da est.
“Chi vorrà considerare con attenzione la quantità delle acque di uso pubblico per le terme, le piscine, le fontane, le case, i giardini suburbani, le ville; la distanza da cui l’acqua viene, i condotti che sono stati costruiti, i monti che sono stati perforati, le valli che sono state superate, dovrà riconoscere che nulla in tutto il mondo è mai esistito di più meraviglioso “.
Plinio il Vecchio (23-79 d.C.)
Indosso un outfit casual-chic, con il tocco grunge anni ’90 di una camicia a quadri annodata in vita, per una passeggiata a Roma “Caput Mundi”, il centro assoluto del mondo antico, la città in cui ogni angolo brilla di luce propria!
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Aqueducts have been around for a long time and they will continue to
exist for a much longer time. Aqueducts were first invented by the
Romans in 312 BCE. The romans invented the aqueduct system because they
were originally grabbing water from the Tiber River and local
springs/wells. Though as the city began to grow these water sources were
becoming polluted. This is the moment that the Romans began to find the
need to grab water from another source. The city was ever increasing
and they had no local clean water. In this dilemma the Romans found that
the near by mountains had many large clean springs of water. They
thought that they could build a structure that would be able to carry
this water from the mountains into the city allowing for clean water for
all the citizens.
The Roman aqueducts stand today, more than two thousand years later, as a
testament to the engineering genius of the ancient Romans.
These massive structures not only boggle the human mind as to how they
were constructed but their function and reliability are still a modern
marvel.
In fact, some aqueducts remain operational to this day. Walking
through the modern city of Rome one will come across these monumental
arched structures that often cross streets and avenues.
Sometimes these arches are doubled and often ornately decorated.
What
you see here is the aqueduct built in 1587 under Pope Sixtus V, which
advantage of the ancient Roman structures still existing in part,
literally recycled for the construction of its project, the “Acqua Felice”.
Of this aqueduct are today only few meters. Fortunately,
the surviving stretch includes the “special” double-sided arc that
Sixtus V had built on the spot where the Acqua Felice crossed the Via
Tiburtina, the main artery that reached Rome from the east.
I’m wearing a casualchic outfit, with a ’90s grunge touch of a shirt knotted at the waist, for a walk in Rome Caput Mundi, the absolute center of the ancient world, the city that shines in every corner!
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Location: Acqua Felice Aqueduct – Rome – Italy
I was wearing:
Mia wish sweater
Massimo Dutti plaid shirt
Met jeans
Essedue sunglasses
Louis Vuitton “Vivienne” bag
Schutz booties